I no che non puoi più ignorare
- Simona Romano
- 2 lug
- Tempo di lettura: 2 min
«Se oggi fosse l’ultimo giorno della tua vita, faresti quello che stai per fare oggi?» Steve Jobs si poneva questa domanda ogni mattina. E quando la risposta era “no” per troppi giorni di fila, capiva che era arrivato il momento di cambiare qualcosa.
Secondo me, questa è una domanda che ogni tanto dovremmo farci tutti.
Però c’è una distinzione importante da fare. I giorni “no” esistono e ci saranno, anche se stai costruendo la vita che desideri, a volte sarai demotivato, frustrato, svogliato. È normale. Fa parte della vita.
Il problema non è un giorno. Il problema è quando quel “no” diventa la normalità. Quando passano settimane, mesi, e continui a sentire che quella vita non ti assomiglia più. È lì che, spesso, capisci che qualcosa non funziona più.
Ed è proprio qui che si collega quello di cui parlavo ieri sul limbo. Perché, in fondo, quando quel “no” diventa cronico, dentro di noi sappiamo già che qualcosa deve cambiare.
La parte difficile non è tanto accorgersene, quanto capire che cosa dobbiamo cambiare.
A volte è un lavoro. Altre volte è una relazione. Altre ancora non è nulla di così evidente: è il modo in cui stiamo vivendo le nostre giornate, le priorità che ci siamo dati, le abitudini che continuiamo a ripetere senza chiederci se abbiano ancora senso.
Altre volte ancora abbiamo bisogno di cambiare prospettiva, di percepire la nostra vita in modo diverso.
Una volta che l’abbiamo individuato, arriva un altro passaggio, forse ancora più difficile: fidarsi.
Perché ogni cambiamento ci porta inevitabilmente verso qualcosa che ancora non conosciamo. Non abbiamo garanzie. Non sappiamo se sarà la scelta giusta. Sappiamo solo che restare dove siamo non lo è più.
Dobbiamo fidarci di quei no che ci continuiamo a ripetere, di quella sensazione interiore, di quell’intuito che per qualche ragione sa già tutte le risposte.
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