L’identità che ti trattiene PT.1
«La persona che crediamo di essere agirà sempre in modo coerente con l’immagine che ha di sé stessa.» — Carl Rogers.
Rogers parlava di self-concept: l’insieme delle convinzioni che una persona ha su sé stessa. Questo concetto di Sé tende a mantenersi stabile nel tempo.
Credo che questa idea ci aiuti a capire perché cambiare sia così difficile. Perché l’immagine che abbiamo di noi stessi influenza continuamente il modo in cui agiamo.
Se mi considero una persona insicura, tenderò a evitare ciò che mi spaventa. Se penso di essere incapace, interpreterò ogni errore come una conferma. Se credo di non essere costante, sarà più facile mollare ai primi ostacoli.
Il problema è che, ogni volta che ci comportiamo in modo coerente con quell’immagine, la rafforziamo.
E allora, se voglio cambiarla, da dove si parte?
Innanzitutto, dal diventare consapevoli dell’immagine che abbiamo costruito di noi stessi. Chiederci: chi credo di essere? Quali etichette mi porto dietro da anni? Quali convinzioni guidano, spesso senza che me ne accorga, il mio modo di agire?
Il secondo passo è iniziare a compiere azioni che vadano nella direzione opposta. Azioni piccole, concrete, ma ripetute con costanza. Servono abbastanza esperienze da permettere alla mente di mettere in discussione la vecchia immagine di sé e iniziare, lentamente, a costruirne una nuova.
All’inizio sarà faticoso. La tentazione di tornare ai vecchi schemi sarà forte, perché quelli sono ancora coerenti con l’idea che abbiamo di noi stessi.
Ma, se perseveriamo abbastanza a lungo, quelle nuove azioni inizieranno a consolidare una nuova immagine di noi.
Ed è proprio a quel punto che avviene il vero cambiamento. Quel comportamento, che all’inizio richiedeva fatica e uno sforzo costante, diventa sempre più naturale. Perché, nel frattempo, è cambiata l’immagine che abbiamo di noi stessi.
E quando cambia l’immagine di sé, anche le nostre azioni iniziano spontaneamente a essere coerenti con essa.
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