Attraversare la vita
- Simona Romano
- 6 lug
- Tempo di lettura: 2 min
“Puoi avere una vita durissima e rispondere con delicatezza fiduciosa. Puoi avere una vita più agevole e chiuderti nella scontatezza. Il modo in cui rispondiamo crea frequenze e risposte dalla vita stessa.” — Chandra Livia Candiani
Tendiamo a pensare che sia ciò che ci accade a determinare inevitabilmente chi diventiamo. Come se una vita difficile dovesse per forza renderci persone dure, diffidenti o arrabbiate.
Eppure non è sempre così.
Ci sono persone che, nonostante abbiano attraversato esperienze molto dolorose, continuano a guardare gli altri con fiducia, a essere gentili, capaci di amare. E ce ne sono altre che, pur avendo avuto una vita più semplice, vivono costantemente nella lamentela, nella rabbia o nella paura.
Non voglio dire che ciò che ci accade non abbia un impatto su di noi. Sarebbe una semplificazione ingiusta. Le esperienze ci segnano profondamente e alcune ferite hanno bisogno di tempo, cura e, a volte, anche di un percorso terapeutico. E ci sono ferite che, probabilmente, non si rimargineranno mai.
Ma tra ciò che la vita ci porta e il modo in cui decidiamo, giorno dopo giorno, di stare dentro quella realtà, esiste uno spazio. Ed è proprio lì che si trovano la nostra responsabilità e la nostra libertà.
Credo che uno dei compiti evolutivi più difficili sia proprio questo: non lasciare che le esperienze vissute determinino completamente il nostro modo di stare al mondo. Perché non possiamo sempre scegliere gli eventi, ma possiamo imparare, poco alla volta, a scegliere la qualità della nostra risposta.
Quella risposta non cambierà necessariamente ciò che ci accade. Ma cambierà il modo in cui attraversiamo la vita. E, molto spesso, è proprio quel modo di stare nel mondo a trasformare anche le relazioni che costruiamo, le possibilità che vediamo e ciò che, nel tempo, la vita ci restituisce.
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