Capire che cosa vogliamo
- Simona Romano
- 9 ago
- Tempo di lettura: 2 min
Credo che una delle cose più importanti che possiamo fare per noi stessi sia capire che cosa vogliamo. Non soltanto quali obiettivi vogliamo raggiungere, ma quale persona vogliamo essere e, soprattutto, quale vita vogliamo costruire.
Può sembrare una domanda enorme, forse un po’ astratta. Ma diventa estremamente concreta quando la vita si complica. Perché finché le cose vanno bene è relativamente facile continuare a camminare. Il problema arriva quando iniziamo a fare fatica.
Quando qualcosa non funziona come avevamo immaginato, quando falliamo, quando perdiamo motivazione, quando attraversiamo un periodo in cui quello che stiamo facendo sembra richiederci molto più di quanto ci restituisca.
È proprio lì che avere una direzione diventa fondamentale. Se non sappiamo dove stiamo andando, infatti, ogni difficoltà rischia di diventare una buona ragione per fermarci. Ogni fallimento può sembrarci la prova che abbiamo sbagliato strada.
Ogni momento di stanchezza può farci mettere in discussione tutto.
Ma quando abbiamo chiaro che quella relazione, quel progetto, quel lavoro, quel modo di vivere o quella versione di noi stessi sono qualcosa che sentiamo profondamente nostro, la difficoltà assume un significato diverso.
E credo sia importante anche dire questo: avere una direzione non significa intestardirsi su un risultato. Possiamo cambiare strada, modificare un obiettivo, ridefinire il percorso. Il punto è avere qualcosa a cui tornare quando perdiamo temporaneamente l’orientamento.
Perché i momenti difficili arriveranno. Ci saranno giorni in cui saremo meno motivati, in cui dubiteremo delle nostre scelte e in cui la distanza tra ciò che siamo e ciò che vorremmo costruire sembrerà enorme.
A fare la differenza, allora, non sarà quanto saremo forti in quel momento, ma quanto quella direzione continuerà ad appartenerci. Così da continuare a camminare, anche quando camminare costerà fatica.
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