CHI POTRESTI DIVENTARE
Credo che ognuno di noi custodisca un’immagine ideale di sé. Una versione di chi vorrebbe diventare. Il professionista che immagina di essere, il genitore, il compagno, l’artista, lo sportivo che, dentro di sé, sente di poter diventare un giorno.
Quell’immagine, spesso, ci motiva e ci dà una direzione. A volte, però, succede qualcosa di curioso: ci affezioniamo così tanto a quell’idea che finiamo per proteggerla.
Perché finché rimane nella nostra mente è perfetta. Non sbaglia. Non viene giudicata. Non incontra ostacoli. Può continuare a raccontarci che, se solo lo volessimo davvero, potremmo diventare esattamente quella persona.
È un’immagine che non deve mai scontrarsi con la realtà.
Perché la realtà è fatta di tentativi, di errori, di risultati che, almeno all’inizio, sono spesso molto più piccoli di quelli che avevamo immaginato.
E allora, senza rendercene conto, rimandiamo. Aspettiamo il momento giusto. Ci prepariamo ancora un po’. Pensiamo di non essere ancora pronti.
Così, quell’immagine ideale rimane senza macchia, ma anche senza vita.
Perché nel momento in cui decidiamo di metterla alla prova, accettiamo anche la possibilità che cambi. Che alcune parti vengano confermate e altre no. Che quella versione ideale di noi sia diversa da come l’avevamo immaginata.
Ma almeno si muove. Almeno prende vita.
Per quanto possa essere deludente accorgersi che la realtà non coincide con l’immagine che avevamo di noi, credo che sia sempre meglio metterla alla prova.
Perché è solo nella realtà che quell’immagine può trasformarsi, crescere ed evolvere.
Se invece resta soltanto nella nostra testa, forse continuerà a sembrarci perfetta. Ma resterà soltanto un’idea, e non sapremo mai che cosa avrebbe potuto diventare.
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