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COME FANNO I GRANDI ATTORI

Nelle relazioni impariamo presto a ricoprire dei ruoli. C’è chi diventa quello forte, chi quello responsabile, chi impara a non creare problemi, chi tiene insieme tutti, chi media nei conflitti, chi si prende cura degli altri, chi cerca di alleggerire sempre l’atmosfera.


Questi ruoli non vengono scelti consapevolmente: prendono forma all’interno delle nostre relazioni e, nel tempo, diventano così familiari che iniziamo a confonderli con ciò che siamo.


Il problema non è avere un ruolo. Tutti ne abbiamo e, in determinati momenti della nostra vita, alcuni di questi possono essere stati estremamente utili. Il problema nasce quando dimentichiamo che un ruolo è sempre un ruolo e non un’identità. Quando continuiamo a recitarlo anche su palcoscenici diversi, con persone diverse e in momenti della vita in cui non è più necessario.


Se per molto tempo sei stato quello che non aveva bisogno di nessuno, potresti continuare a non chiedere aiuto anche quando accanto a te c’è qualcuno disposto a dartelo. Se hai imparato a mantenere la pace, potresti ritrovarti a evitare qualsiasi conflitto anche quando sarebbe importante esprimere ciò che pensi.


Dobbiamo ricordarci che un ruolo è sempre un ruolo e che ce ne sono una miriade di altri che possiamo imparare a giocare nella nostra vita.


È quello che fanno i grandi attori: si calano continuamente in ruoli diversi, ricordandoci quanto ampio possa essere il repertorio di personaggi che una stessa persona è in grado di interpretare.

Possiamo imparare a essere forti e, qualche volta, lasciarci sostenere. A prenderci cura degli altri e permettere agli altri di prendersi cura di noi. A mediare e, quando serve, entrare nel conflitto. A essere responsabili senza sentirci responsabili di tutto.


E questo è un ottimo modo per evolvere: accorgersi dei ruoli che abbiamo imparato a recitare e ampliare, poco alla volta, il nostro repertorio, così da non essere costretti a interpretare sempre lo stesso personaggio.

 
 
 

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