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DOVE AFFONDANO LE RADICI

Ieri, percorrendo un sentiero di montagna, un cartello raccontava la storia di un piccolo abete, alto meno di un metro, che aveva già cinquant’anni.


«In montagna la crescita iniziale degli alberi è sempre molto lenta. Prima di salire in alto loro pensano a mettere radici. Ora crescerà più in fretta e potrà vivere per centinaia di anni.»


E continuava dicendo che gli alberi mettono radici e imparano ad adattarsi alle condizioni dell’ambiente in cui crescono.


Anche noi, prima ancora di poter scegliere chi diventare, dobbiamo affondare bene le nostre radici.


Le prime radici sono la famiglia, le relazioni nelle quali siamo cresciuti, i ruoli che abbiamo imparato a occupare, ciò che nella nostra casa poteva essere espresso e ciò che invece doveva rimanere in silenzio.


È lì che impariamo, molto prima di esserne consapevoli, che cosa aspettarci dal mondo. E, proprio come un albero, ci adattiamo al terreno che troviamo.


Se c’è poco spazio, impariamo a crescere dove possiamo. Se qualcosa manca, sviluppiamo strategie per farne a meno. Se per appartenere dobbiamo essere forti, accomodanti, invisibili, responsabili o perfetti, possiamo imparare a esserlo.


Ed è qui che trovo particolarmente potente una delle idee che incontro continuamente nel mio lavoro: nel danno c’è anche la risorsa. Perché molte caratteristiche che oggi consideriamo problemi sono state, in altri momenti della nostra storia, tentativi intelligenti di adattamento.


L’iperindipendenza può essere nata dove affidarsi era difficile. Il bisogno di controllo dove l’imprevedibilità faceva paura. L’essere sempre disponibili per gli altri dove sentirsi utili era un modo per sentirsi importanti. Il non chiedere mai niente dove avere bisogni sembrava troppo rischioso.


Accanto alle ferite possiamo aver sviluppato risorse preziose per la nostra crescita.


Le radici raccontano da dove veniamo: non dobbiamo sradicarle per andare altrove, ma conoscerle abbastanza da poterci appoggiare su di esse mentre scegliamo in quale direzione crescere.


Ed è la solidità delle nostre radici a permetterci di crescere più in alto.

 
 
 

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