IL PESO DELLA LIBERTÀ
Credo che oggi ci sia un’idea di libertà che, paradossalmente, finisce per renderci meno liberi.
Siamo portati a pensare che essere liberi significhi non avere confini. Non avere vincoli. Tenere aperte tutte le possibilità. Poter cambiare strada in qualunque momento.
Ma siamo sicuri che sia davvero così?
Ogni scelta, inevitabilmente, esclude altre possibilità. Se scelgo una professione, rinuncio a tutte quelle che avrei potuto intraprendere. Se scelgo una persona con cui condividere la vita, rinuncio a tutte le altre. Se decido di vivere in una città, rinuncio alla vita che avrei potuto costruire altrove.
Eppure è proprio questa rinuncia a dare valore alla scelta. Se non rinuncio a nulla, forse non sto scegliendo davvero. Sto solo rimandando.
Credo che la libertà non consista nell’avere infinite possibilità, ma nel poter scegliere consapevolmente quali possibilità lasciare andare, perché sentiamo che una direzione ci rappresenta più delle altre.
Da una prospettiva sistemico-relazionale, ogni scelta crea un nuovo equilibrio. Non stiamo semplicemente decidendo cosa fare. Stiamo decidendo, un passo alla volta, chi diventare. Ogni decisione modifica il nostro modo di stare nelle relazioni, le nostre abitudini, il nostro tempo, le opportunità che incontreremo e perfino l’immagine che costruiamo di noi stessi.
Forse è proprio questo che rende così difficile scegliere. Ogni scelta ci chiede di lasciare andare una parte delle possibilità che avevamo davanti e di assumerci la responsabilità della direzione che prendiamo.
Eppure continuare a lasciare tutto aperto non ci rende più liberi. Ci lascia semplicemente sospesi.
Perché anche non scegliere è una scelta. Solo che, in quel caso, non siamo noi a decidere la direzione. È il tempo che lo fa al posto nostro.
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