La difficoltà di amare se stessi
Rifletto tanto sul tema dell’amore verso se stessi.
Credo che sia un argomento inflazionato e forse anche un po’ scontato al giorno d’oggi, ma non per questo meno importante. Anzi, credo sinceramente che amare sé stessi sia una delle cose più difficili che esistano, ma anche uno degli ingredienti essenziali di qualunque percorso di crescita personale.
Molto spesso, però, confondiamo l’amore verso noi stessi con una forma di accettazione passiva di ciò che siamo. Quasi come se amarsi significasse dire: «Sono fatto così», senza mettersi mai in discussione.
Io quella non la chiamerei una forma di amore. La chiamerei piuttosto una forma di amore egoico.
L’amore egoico non ama davvero la persona che siamo. Ama l’immagine che abbiamo costruito di noi stessi e cerca di proteggerla a tutti i costi. Per questo ha bisogno di avere sempre ragione. Di giustificarsi, di difendersi. Di dimostrare qualcosa. Di nascondere i propri limiti o fare finta che non esistano. Perché ogni errore rischia di incrinare quell’immagine.
L’amore verso se stessi, invece, funziona in modo completamente diverso. Non ha bisogno di dimostrare nulla, non ha bisogno di preservare alcuna immagine di se stesso.
Può guardarsi con sincerità. Riconoscere i propri limiti, i propri errori, le proprie fragilità. Sapere che ci sono aspetti di noi che hanno bisogno di cambiare, senza trasformare ogni errore in una condanna.
Credo infatti che l’amore incondizionato verso noi stessi ci porti proprio fuori dall’ego. Perché quando il nostro valore non dipende più dall’essere perfetti, o dal mantenere una determinata forma, possiamo finalmente cambiare ed evolvere.
Possiamo impegnarci per diventare persone migliori senza smettere, nel frattempo, di amare la persona che siamo oggi.
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