La funzione del conflitto
- Simona Romano
- 31 lug
- Tempo di lettura: 2 min
Ieri abbiamo parlato di come dietro un litigio si nasconda un bisogno che non riesce a essere espresso in modo diverso. Oggi vorrei aggiungere un altro pezzo, perché le relazioni sono quasi sempre più complesse di così.
A volte il conflitto non si gioca soltanto tra due persone. Da una prospettiva sistemico-relazionale può assumere una funzione anche all’interno del sistema di relazioni più ampio di cui la coppia fa parte.
Pensiamo, ad esempio, a una coppia che litiga continuamente e che, dopo ogni discussione, coinvolge le rispettive famiglie d’origine. Oppure a una relazione in cui il conflitto diventa il modo per evitare un cambiamento importante, come costruire una maggiore autonomia dalle proprie famiglie. O ancora, a situazioni in cui uno dei due partner continua inconsapevolmente a riproporre modalità relazionali apprese nella propria storia familiare.
In questi casi il conflitto non è soltanto uno scontro tra due persone. Diventa parte di un equilibrio più ampio.
Questo non significa che ogni litigio abbia necessariamente una funzione sistemica o che dietro ogni conflitto ci sia sempre qualcosa di così complesso. Significa però che, quando una dinamica si ripete nel tempo e sembra non cambiare mai, può essere utile allargare lo sguardo.
Chiederci non solo “Per cosa stiamo litigando?”, ma anche “Che funzione sta svolgendo questo conflitto? Per chi? All’interno di quale sistema di relazioni?”
Questo con lo scopo di comprendere quale equilibrio quel litigio, inconsapevolmente, stava contribuendo a mantenere.
In questo senso, le dinamiche relazionali sono particolarmente interessanti, perché non ci rendiamo conto di essere immersi in una rete di relazioni che continua a influenzarci e all’interno della quale assumiamo determinati ruoli.
Comprendere questo è fondamentale, soprattutto nei momenti in cui ci troviamo a vivere una situazione di disagio.
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