LE EMOZIONI SONO BUSSOLE
Molti arrivano in terapia pensando che stare bene significhi smettere di provare ansia, tristezza, paura o rabbia. Come se la salute psicologica coincidesse con l’assenza delle emozioni difficili.
Non è questo l’obiettivo. Una buona terapia non elimina le emozioni. Ti insegna a riconoscerle, ad accoglierle, a gestirle e, soprattutto, a comprenderne il linguaggio.
Ogni emozione ha una funzione. Ogni emozione porta un’informazione. La paura può ricordarci che stiamo entrando in un territorio nuovo. La rabbia può segnalarci che un nostro confine è stato oltrepassato. La tristezza può dirci che abbiamo perso qualcosa di importante. E anche l’ansia, quando impariamo ad ascoltarla, ci parla di ciò che per noi ha valore.
Certo, sono emozioni che provocano disagio. A volte sono intense, faticose da sostenere e vorremmo soltanto farle sparire. Ma il disagio, proprio come il dolore fisico, ha una funzione.
Esiste una rarissima malattia genetica che impedisce alle persone di provare dolore fisico. A prima vista potrebbe sembrare una fortuna. In realtà è una condizione estremamente pericolosa. Chi ne soffre può rompersi un osso senza accorgersene, ustionarsi, ferirsi gravemente o sviluppare infezioni senza ricevere alcun segnale che qualcosa non va.
Il dolore, quindi, non è il problema. È la bussola che ci avverte che il nostro corpo ha bisogno di attenzione.
Credo che le emozioni funzionino in modo molto simile. Non sono sempre piacevoli, ma ci orientano. Ci segnalano che c’è qualcosa che merita di essere ascoltato, compreso o cambiato.
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