Listening to the whispers
- Simona Romano
- 25 giu
- Tempo di lettura: 2 min
“Life is always whispering to you. It whispers first, and if you ignore the whisper, sooner or later you’ll get a scream.” — Oprah Winfrey.
Spesso aspettiamo la crisi per cambiare. Aspettiamo il burnout per accorgerci che stiamo chiedendo troppo a noi stessi. Aspettiamo l’attacco di panico per renderci conto di quanto stress stiamo portando sulle spalle. Aspettiamo il sintomo fisico, il crollo emotivo, il momento in cui non riusciamo più ad andare avanti come prima.
Eppure, raramente le crisi arrivano all’improvviso. Molto spesso prima ci sono stati dei segnali più piccoli. Una stanchezza che continuiamo a ignorare. Un’insoddisfazione che minimizziamo. Una tensione che razionalizziamo. Una sensazione persistente che qualcosa non stia andando nella direzione giusta.
Il problema è che questi sussurri sono facili da non ascoltare. Siamo sempre impegnati, sempre occupati, sempre concentrati su ciò che c’è da fare dopo. E quando c’è rumore diventa difficile accorgersi di ciò che sta accadendo dentro di noi.
Per questo fermarsi diventa una necessità. Anche solo dieci minuti al giorno. Un momento per fare una sorta di check-up della propria condizione emotiva. Come sto? Cosa sto provando? C’è qualcosa che continuo a rimandare, ignorare o mettere da parte?
Le crisi sono difficili ma sono inevitabili. E il problema è che passiamo gran parte della nostra vita cercando di evitarle. Ma evitare una crisi raramente la fa scomparire. Spesso significa soltanto rimandarla. E più a lungo ignoriamo ciò che ci sta chiedendo attenzione, più quella crisi rischia di diventare profonda e dolorosa.
Se impariamo ad ascoltare questi sussurri, ci diamo la possibilità di fare piccoli aggiustamenti lungo il cammino. Di correggere la rotta quando siamo ancora in tempo. Di accorgerci che qualcosa ha bisogno della nostra attenzione prima che sia costretto a gridare.
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