NAVIGATE CONTROCORRENTE
- Simona Romano
- 3 ago
- Tempo di lettura: 2 min
C’è un aspetto dell’inner space che credo sia di fondamentale importanza: la fiducia.
Entrare in quello spazio significa fermarsi abbastanza a lungo da ascoltare ciò che accade dentro di noi. E una volta che abbiamo ascoltato, siamo chiamati a decidere se dare credito a ciò che stiamo scoprendo.
Ed è qui che entra in gioco la fiducia.
Questo perché la voce più autentica raramente offre certezze. Non ci dice che andrà tutto bene, non ci garantisce che gli altri capiranno le nostre scelte e non ci protegge dal rischio di sbagliare. Ci indica soltanto una direzione che sentiamo profondamente nostra. Ma finché non la percorri, non ti è chiara.
Per questo seguire quella direzione richiede fiducia.
Perché quando iniziamo ad ascoltare quella voce più autentica, molto spesso perdiamo alcune delle certezze che ci hanno accompagnato fino a quel momento.
Quelle certezze si sono costruite nel mondo in cui siamo cresciuti, nelle relazioni che abbiamo vissuto, nelle aspettative che abbiamo interiorizzato e nei modi in cui abbiamo imparato a proteggerci. Per quanto possano averci fatto soffrire, hanno qualcosa di rassicurante: le conosciamo.
La nostra voce più autentica, invece, ci chiede di uscire da quel territorio. Ci porta verso qualcosa che ancora non conosciamo e che, proprio per questo, può farci sentire insicuri.
È un passaggio delicato, perché smettiamo di affidarci a ciò che ci era familiare senza avere ancora la certezza di ciò che troveremo dall’altra parte.
E per farlo ci dobbiamo armare di fiducia, e anche di una bella dose di coraggio, ma di questo ne parleremo domani.
In questa fase è importante dare fiducia a ciò che sentiamo e concederci il tempo di esplorarlo, anche quando tutto ciò che ci è familiare sembra riportarci nella direzione opposta.
La fiducia ci permette di attraversare l’incertezza e, a volte, di navigare controcorrente.
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