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QUANDO IL DOLORE CI AUTORIZZA

10 ago
Tempo di lettura: 2 min

A volte il dolore ci dà il permesso di fermarci. Prima di continuare, però, ci tengo a fare una precisazione importante: questo non significa pensare che il dolore sia “tutto nella nostra testa”, né che ogni dolore debba necessariamente avere un significato psicologico.


Significa, piuttosto, provare a chiederci se, in alcuni momenti della nostra vita, il dolore possa assumere anche una funzione: permetterci di fare qualcosa che, senza di esso, faticheremmo a concederci.


Ci sono persone che fanno molta fatica a concedersi di rallentare semplicemente perché ne sentono il bisogno. Fermarsi senza una ragione sufficientemente valida può farle sentire pigre, inconcludenti, deboli. Come se il riposo dovesse sempre essere giustificato.


Come se avessero una sorta di giudice interno. Quella voce che ci dice che avremmo potuto fare di più. Che non siamo abbastanza stanchi per fermarci. Che gli altri riescono a sostenere ritmi maggiori. Che riposeremo quando avremo finito tutto, quando ce lo saremo meritato, quando avremo una buona ragione

per farlo.


E il problema è che quella buona ragione, spesso, non arriva mai. Il dolore, invece, è difficilmente contestabile. Quando qualcosa ci fa male possiamo finalmente dire: “Oggi non posso”. E quel “non posso” può essere molto più facile da tollerare di un semplice “oggi scelgo di non farlo”.


Il dolore diventa così, senza che ce ne rendiamo conto, una sorta di autorizzazione. Non crea necessariamente il bisogno di fermarsi: può semplicemente renderlo finalmente legittimo.


E se vi ritrovate in questo meccanismo, allora forse vale la pena provare a cambiarlo, prima che il dolore diventi l’unico modo attraverso cui riusciamo a concederci ciò di cui abbiamo bisogno.


Possiamo iniziare chiedendoci: “Che cosa mi permette di fare questo dolore che, senza di esso, farei fatica a concedermi?” Fermarmi? Fare meno? Sottrarmi alle aspettative? Prendermi cura di me?

E poi fare un passo ulteriore: “Come posso ottenere lo stesso risultato senza aver bisogno che sia il dolore a darmi il permesso?”

 
 
 

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