QUELLO CHE PENSI È DAVVERO TUO?
- Simona Romano
- 1 ago
- Tempo di lettura: 2 min
Quando pensiamo al nostro mondo interiore, tendiamo a immaginarlo come uno spazio privato, qualcosa che appartiene soltanto a noi. Eppure, se proviamo ad ascoltarci con un po’ più di attenzione, possiamo accorgerci che dentro di noi ci sono molte più voci di quanto immaginiamo.
Ci sono frasi che abbiamo sentito così tante volte da aver smesso di ricordare da dove arrivano. Modi di giudicarci che abbiamo imparato attraverso lo sguardo degli altri. Aspettative familiari che nel tempo sono diventate aspettative verso noi stessi. Idee su cosa significhi avere successo, essere una brava persona, essere abbastanza, costruire una relazione, avere un certo tipo di vita.
Quello che abbiamo appreso all’esterno diventa il nostro mondo interiore. Ma io credo che esista una voce dentro di noi, che è il nostro sé più autentico, la nostra voce. Il problema è che non sempre è facile riconoscerla in mezzo a tutto il resto.
Forse possiamo iniziare prestando attenzione proprio ai momenti in cui sentiamo una distanza tra ciò che facciamo e ciò che sentiamo. Quando una scelta sembra perfettamente sensata sulla carta, ma qualcosa dentro di noi continua a opporre resistenza.
Quando raggiungiamo qualcosa che pensavamo di volere e scopriamo che non ci appartiene come immaginavamo.
Quando diciamo “dovrei essere felice”, “dovrei volerlo”, “alla mia età dovrei…”, senza esserci mai chiesti davvero chi abbia stabilito quel “dovrei”.
Ascoltare il proprio sé più autentico sta nell’imparare a interrogare queste voci. Quando penso di dover essere in un certo modo, da dove arriva questa idea? Chi avrebbe approvato questa versione di me? Chi, invece, sarebbe deluso se scegliessi diversamente? Se nessuno potesse vedere questa scelta, la farei comunque? Se non dovessi dimostrare niente a nessuno, cosa desidererei?
Così iniziamo a coltivare il nostro inner space: uno spazio di dialogo con noi stessi, in cui dare voce a ciò che sentiamo autenticamente nostro.
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