THE IMAGINAL CELLS
- Simona Romano
- 6 giorni fa
- Tempo di lettura: 2 min
Qualche giorno fa ho visto il post di una psicologa che parlava delle imaginal cells, le cellule immaginali, e di quello che accade durante la trasformazione del bruco in farfalla. È un’immagine che mi è rimasta molto impressa.
Quando il bruco entra nella crisalide, infatti, non gli spuntano semplicemente le ali. In realtà, il suo corpo viene completamente liquefatto, ridotto in poltiglia. Il bruco non esiste più, ma non esiste ancora nemmeno la farfalla. C’è qualcosa nel mezzo, che non ha ancora sostanza né forma.
E questa immagine può essere di grande aiuto per molte persone, specialmente per chi si trova in un periodo di transizione, in cui non sa esattamente cosa gli sta accadendo e sente che la propria vita è completamente sottosopra. Persone che si sentono, in qualche modo, liquefatte.
Non riconoscono più la persona che erano, ma non riescono ancora a vedere quella che stanno diventando. Le vecchie certezze non funzionano più, alcuni ruoli iniziano a stare stretti e ciò che prima dava loro un’identità non basta più.
E allora arrivano domande come: Chi sono adesso? Dove sto andando? E se stessi perdendo me stesso invece di ritrovarmi? E in quel momento probabilmente non sapranno ancora darsi una risposta a tutte queste domande.
Ed è qui che le cellule immaginali possono venirci in aiuto. Perché, mentre tutto sembra perdere forma, alcune strutture cellulari già presenti nel bruco partecipano alla costruzione della farfalla.
È come se, metaforicamente, in mezzo a tutta quella confusione ci fosse già qualcosa che contiene una possibilità di trasformazione, anche se ancora non possiamo vederne la forma finale.
E mi sembra un’immagine bellissima, perché ci ricorda che anche quando ci sentiamo completamente persi e non riusciamo ancora a vedere cosa stiamo diventando, questo non significa che dentro di noi non stia già accadendo qualcosa.
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