TI SENTI PIGRO. CHIEDITI PERCHÉ?
- Simona Romano
- 6 giorni fa
- Tempo di lettura: 2 min
“Quando ti senti pigro, chiediti perché.” È uno dei consigli di Seneca.
Ci sono periodi in cui ci sentiamo più pigri. Facciamo fatica ad allenarci, a lavorare su un progetto, a seguire la nostra routine. E spesso la prima cosa che facciamo è giudicarci.
Ci diciamo che siamo svogliati, inconcludenti, che ci manca la disciplina.
Ma a volte la pigrizia non è lì per ostacolarci, è lì per dirci qualcosa. Se in questo periodo ti senti così, può essere utile fermarsi un momento e chiedersi che cosa c’è dietro questa resistenza.
A volte c’è la paura di fallire. A volte la paura di non essere all’altezza. Altre volte c’è stanchezza e bisogno di recuperare energie. E altre volte ancora stiamo cercando di convincerci a percorrere una strada che non sentiamo più nostra.
In questi casi la soluzione che adottiamo più spesso è spingere di più, forzarci, cercare di vincere quella resistenza. Seneca scrive che è una forma di follia spingere il corpo in una direzione e la mente in un’altra.
Credo che molti di noi conoscano quella sensazione: fare qualcosa con il corpo mentre una parte di noi continua a tirare da un’altra parte, dire sì con le parole e no con le azioni.
Per questo non sempre la soluzione è spingere di più. A volte la soluzione è comprendere meglio.
Per questo, quando ci sentiamo bloccati, forse la domanda più utile non è: “Come faccio a smettere di essere pigro?”, ma: “Che cosa sta cercando di dirmi questa resistenza?”.
Che cosa sto evitando? Che cosa mi spaventa? Sono davvero stanco oppure sto procrastinando? Questa cosa è importante per me o sto cercando di soddisfare le aspettative di qualcun altro?
Non tutta la pigrizia ha lo stesso significato. E non tutte le resistenze vanno combattute. Alcune vanno attraversate. Altre ascoltate. Altre ancora ci stanno semplicemente mostrando che è arrivato il momento di cambiare direzione.
Impara a riconoscere la differenza.
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