TRASFORMA I TUOI LIMITI IN RISORSE
“Ciò di cui hai più bisogno si trova proprio dove hai meno voglia di guardare.” – Carl Jung
Molte persone arrivano in terapia dicendo: “Vorrei cambiare questo lato di me.” Sono troppo perfezionista. Troppo controllante. Troppo ansioso. Troppo pauroso. Troppo sensibile. Troppo arrabbiato.
Insomma, come se ci fossero parti di sé da eliminare.
Credo che ognuno di noi sviluppi alcune caratteristiche nel corso della propria storia. Molte di queste nascono come strategie di adattamento, modi con cui abbiamo imparato a stare nel mondo e ad affrontare le difficoltà.
Per questo non penso che l’obiettivo debba essere cancellarle, ma comprenderle ed evolverle. Perché il problema non è quella caratteristica in sé, ma il modo in cui la utilizziamo.
Il controllo, ad esempio, può essere una grande risorsa. Ci permette di organizzare, pianificare, prevenire gli errori. Diventa fonte di sofferenza quando proviamo a controllare anche ciò che, per sua natura, non può essere controllato.
Il perfezionismo può spingere una persona a raggiungere risultati straordinari. Ma se pretende la perfezione in ogni ambito della vita, finisce per trasformare ogni giornata in una corsa estenuante.
La rabbia è un fuoco. Può diventare il coraggio di mettere un confine, di difendere un valore, di cambiare una situazione che non ci fa stare bene.
La paura, se non prende il controllo della nostra vita, può renderci più prudenti, più attenti, più capaci di valutare i rischi.
Ed è proprio questo il senso della frase di Jung.
Ciò di cui abbiamo più bisogno non è eliminare quelle parti di noi che ci mettono in difficoltà. È avere il coraggio di guardarle più da vicino, per capire quale funzione abbiano avuto nella nostra storia e quale funzione possano avere oggi.
Perché una stessa caratteristica può diventare il nostro limite o una nostra risorsa.
Non credo che il percorso di crescita personale
consista nel diventare una persona completamente diversa.
Credo che consista nell’imparare a usare in modo più consapevole ciò che siamo già.
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